
FIGURA 1. La radiografia del torace mostra il collasso parziale del polmone destro il cui margine è indicato dalle frecce in rosso.
Lo pneumotorace spontaneo si manifesta senza una causa scatenante come un trauma o una manovra medica.
A sua volta si classifica in primitivo e secondario a seconda della causa che ha provocato il collasso polmonare, al tipo di trattamento e alla prognosi del paziente.
Lo pneumotorace spontaneo primitivo colpisce principalmente le persone sane, è più frequente nel sesso maschile e tipicamente insorge nei soggetti giovani e longilinei.
Alla base dello pneumotorace spontaneo primitivo c’è una degenerazione bollosa degli apici del polmone chiamata distrofia bollosa. La rottura di una bolla è sufficiente per far entrare l’aria ambiente nel cavo pleurico e causare il collasso del polmone. L’anomalia polmonare è visibile alla TAC del torace nel 90% dei casi sotto forma di bolle d’aria di dimensioni variabili, perlopiù localizzate agli apici polmonari (figura 2).
Un importante fattore di rischio è il fumo di sigaretta. Il rischio di sviluppare uno pneumotorace nei soggetti fumatori è di circa il 12% durante tutta la vita rispetto allo 0,1% nei soggetti non fumatori.
Lo pneumotorace spontaneo tende a recidivare in circa un terzo dei soggetti sia dallo stesso lato sia dal lato opposto rispetto al primo episodio. La recidiva in genere si verifica entro due anni dal primo episodio.

FIGURA 2. L’immagine TAC frontale mostra una bolla enfisematosa all’apice del polmone destro indicata dalla freccia rossa.
Lo pneumotorace spontaneo secondario colpisce tipicamente soggetti di età più avanzata, superiore ai 50 anni, fumatori, con patologia polmonare nota o evidente (ad es. enfisema polmonare, pneumopatie interstiziali, tumori, infezioni, endometriosi). Il trattamento e la prognosi dipendono strettamente dalla patologia che ha causato lo pneumotorace.